BEC Fraud: Come Difendersi dalle Truffe via Email

Sembra tutto legittimo. Perché a volte… lo è. Finché non ti fregano.

🕵️‍♂️ Cos’è il BEC fraud (spiegato semplice)

BEC sta per Business Email Compromise, ovvero:
👉 Compromissione dell’email aziendale.

In pratica:
qualcuno entra (o finge di entrare) nella posta elettronica di un’azienda — spesso quella di un dirigente, di un fornitore o di un collega — e la usa per ingannare qualcuno all’interno o all’esterno dell’azienda.

Non servono virus.
Non servono hackeraggi complicati.
Basta un’email scritta bene, al momento giusto.


🔍 Prima ancora dell’attacco: lo studio

Il BEC fraud non è improvvisato.
Chi lo mette in atto studia l’azienda e la vittima con attenzione, raccogliendo dati da:

  • LinkedIn (ruoli, relazioni, abitudini)
  • siti aziendali (organigramma, fornitori, email dirette)
  • social network (post pubblici, annunci, eventi)
  • comunicazioni precedenti (stile, linguaggio, firme)

⚠️ L’attacco è credibile perché è costruito su misura.
Spesso conoscono nomi reali, processi interni e persino scadenze aziendali.


📬 Come funziona nella vita reale

  1. Il CEO “scrive” al responsabile pagamenti:
    “Bonifica con urgenza 24.500 euro al nuovo IBAN del fornitore. Massima riservatezza.”
  2. Il fornitore “invia” un nuovo conto bancario:
    “Gentile cliente, abbiamo cambiato banca. Ecco i nuovi dati per il pagamento.”
  3. Il collega “chiede” di aprire un allegato:
    “Ecco il documento che serviva per chiudere la trattativa.”

Solo che…
❌ Non era il CEO.
❌ Non era il fornitore.
❌ Non era il collega.
Era un truffatore — bravo, paziente e con una buona conoscenza dell’azienda.


🤯 Perché è così efficace

Perché la comunicazione sembra interna, normale, professionale.
Non ti scrive un principe nigeriano. Ti scrive il tuo capo.
E il messaggio arriva nel flusso del tuo lavoro.

Spesso:

  • i nomi e le firme sono giusti
  • i toni sono coerenti
  • gli allegati sembrano veri

👉 Questo si chiama social engineering aziendale.
Colpisce la fiducia, non la tecnologia.


💸 Cosa vogliono ottenere?

  • Farti fare un bonifico verso un conto controllato da loro
  • Rubare credenziali aziendali per attacchi successivi
  • Sbloccare accessi riservati, magari con allegati infetti
  • Modificare dati di pagamento, così i soldi arrivano a loro e non al vero destinatario

E spesso…
non se ne accorge nessuno.
Finché non è troppo tardi.


🛡️ Come difendersi (anche se non sei in IT)

✅ Se ricevi richieste di pagamento insolite, chiedi conferma via telefono
✅ Diffida da urgenze anomale: “Massima riservatezza” è spesso una red flag
✅ Controlla bene indirizzo email e dominio: a volte è simile, ma non è quello giusto
✅ Non cliccare su allegati inattesi o zip sconosciuti
✅ Se gestisci fornitori, verifica i dati bancari con un canale già usato prima


🧠 Il punto

Il BEC fraud non ti attacca.
Ti manipola.
Sfrutta la fiducia, la routine e la fretta.

Oggi, molte aziende usano filtri automatici e aggiungono avvisi nelle email per segnalare quando il mittente è esterno all’organizzazione.
È un aiuto importante.

Il problema?
Non li leggiamo.
Siamo di fretta. Siamo distratti. E proprio lì nasce il rischio.

Non è una truffa da sprovveduti.
È una trappola pensata per chi lavora bene, velocemente e con responsabilità.
E proprio per questo… funziona.


🔜 Prossimamente su Mister Fraud

Nel prossimo articolo ti porto nel mondo delle truffe più diffuse del momento:
dal classico “Papà, mi si è rotto il cellulare” via WhatsApp,
fino agli account Instagram clonati, alle finte offerte lampo e ai finti rimborsi INPS.

Perché le frodi non si fermano. Cambiano solo travestimento.

📣 Ti è già capitato?
💬 Racconta nei commenti cosa è successo e cosa hai fatto.
🔁 Condividi l’articolo con amici e parenti: è così che le truffe si combattono.

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