Il rischio dei portali falsi per permessi e pratiche: ecco cosa sapere

C’è una cosa che i truffatori hanno capito molto bene:
quando una persona sta aspettando una risposta dallo Stato, è più vulnerabile.

Permesso di soggiorno, nulla osta, ricongiungimento familiare, decreto flussi.
Pratiche lunghe, complicate, spesso poco chiare.
Ed è proprio lì che qualcuno ha deciso di infilarsi.

Negli ultimi giorni è stato individuato un falso portale online che si presenta come un sito istituzionale legato al Ministero dell’Interno.
Grafica pulita, linguaggio “da ufficio pubblico”, zero errori evidenti.
Tutto studiato per farti abbassare la guardia.

🧠 Come funziona davvero questa truffa

Il meccanismo è semplice, ed è proprio per questo che funziona.

L’utente arriva sul sito (spesso tramite ricerche su Google o link condivisi).
La pagina promette una cosa molto allettante:

👉 “Verifica lo stato della tua pratica”

Inserisci un codice, un numero di protocollo, clicchi su “check”.
E a quel punto il sito fa quello che deve fare un finto sito fatto bene:
ti chiede altri dati.

Non soldi.
Non subito almeno.

Ti chiede informazioni come:

  • nome e cognome
  • data di nascita
  • nazionalità
  • numero di documento o passaporto
  • riferimenti della pratica

Tutti dati veri, sensibili, riutilizzabili.

Una volta inseriti, non stai parlando con lo Stato.
Stai semplicemente consegnando la tua identità a qualcuno che non conosci.

🎯 Perché questa truffa è particolarmente pericolosa

Questa non è la classica truffa “rozze e-mail piene di errori”.
Qui siamo su un altro livello.

È pericolosa perché:

  • colpisce persone già in una situazione delicata
  • sfrutta il linguaggio e l’estetica della Pubblica Amministrazione
  • non chiede denaro subito, quindi non fa scattare l’allarme
  • raccoglie dati perfetti per furto d’identità, aperture di conti, truffe future

In molti casi la vittima non si accorge di nulla.
I problemi arrivano mesi dopo, quando qualcuno usa quei dati per fare altro.

🌐 “Ma il sito sembrava vero…”

Ed è proprio questo il punto.

Oggi non basta più “fidarsi dell’aspetto”.
Un sito può avere:

  • loghi ufficiali
  • colori istituzionali
  • testi scritti bene
  • persino riferimenti a leggi o uffici reali

E restare comunque una truffa.

L’unico vero controllo è uno:
👉 l’indirizzo del sito.

I siti istituzionali italiani finiscono con .gov.it.
Tutto il resto va trattato con estrema cautela.

🛡️ Come difendersi (senza diventare esperti di informatica)

Non servono competenze tecniche, solo un po’ di metodo:

✔️ Mai inserire dati personali partendo da link ricevuti via email, SMS o messaggi.
✔️ Accedere ai servizi pubblici solo passando dai siti ufficiali, digitandoli manualmente.
✔️ Se un sito chiede “qualche dato in più”, fermarsi e chiedersi: è davvero necessario?
✔️ In caso di dubbio, non fare nulla. Aspettare è sempre meno rischioso.

🚨 Chi se n’è accorto e cosa è stato fatto

Il caso è stato intercettato dal CERT-AGID, che monitora le minacce informatiche legate ai servizi pubblici.

Sono state avviate le procedure per:

  • segnalare il sito fraudolento
  • bloccarne la diffusione
  • informare le strutture competenti, incluso il Ministero dell’Interno

Ma la verità è sempre la stessa:
nessuna rimozione tecnica protegge quanto l’attenzione delle persone.


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