Fatture, ordini e preventivi sono tra le esche preferite dai criminali informatici. Proprio perché siamo abituati ad aprirli.
Arriva un’email durante una normale giornata di lavoro.
L’oggetto dice:
“Fattura in sospeso”
Nel testo poche parole:
Buongiorno,
trova in allegato il documento richiesto.
Restiamo in attesa di un riscontro.
Nessuna vincita improbabile.
Nessun account bloccato.
Nessuna richiesta evidentemente assurda.
Solo una fattura.
Ed è proprio questo il problema.
Perché le email malevole più efficaci non sempre sembrano truffe.
A volte sembrano semplicemente lavoro.
La truffa nascosta nella routine ⚠️
Nel riepilogo relativo alla settimana dal 27 giugno al 3 luglio 2026, il CERT-AGID ha rilevato numerose campagne malevole diffuse attraverso messaggi che imitavano ordini e normali comunicazioni professionali.
Gli allegati venivano utilizzati per distribuire malware come AgentTesla, MassLogger, Remcos, PhantomStealer e XWorm.
Nomi tecnici diversi, ma con possibili conseguenze molto concrete:
- furto delle password;
- sottrazione dei dati salvati nel browser;
- accesso alla posta elettronica;
- acquisizione di documenti;
- controllo del computer da remoto.
Il punto, però, non è soltanto il malware.
È il modo in cui ci convincono ad aprirlo.
Una fattura sembra normale.
Un ordine potrebbe essere urgente.
Un preventivo potrebbe arrivare da un nuovo cliente.
E quando siamo impegnati, aprire un allegato diventa quasi un gesto automatico.
“Non conosco il mittente, ma potrebbe essere un cliente”
Il consiglio “non aprire mai allegati inviati da sconosciuti” è corretto, ma non sempre realistico.
Un commerciale riceve richieste da nuovi clienti.
Un amministrativo riceve fatture da fornitori.
Un professionista può essere contattato da persone mai sentite prima.
Il pensiero è quindi comprensibile:
Non conosco il mittente, ma potrebbe essere una comunicazione vera.
Ed è proprio su questo dubbio che lavora il truffatore.
Non deve convincerti completamente.
Deve soltanto sembrarti abbastanza credibile da farti aprire il file.
Non è pericoloso soltanto il file .exe
Molte persone pensano che un virus debba presentarsi necessariamente come un programma.
Ma gli attacchi possono utilizzare formati diversi:
- archivi ZIP o RAR;
- documenti Word o Excel;
- file HTML;
- PDF contenenti collegamenti;
- archivi protetti da password;
- file con doppia estensione.
Un file ZIP non è pericoloso di per sé.
Può però essere utilizzato per nascondere il vero contenuto dell’allegato.
Attenzione anche ai documenti che chiedono di:
“Abilitare il contenuto”
“Attivare le macro”
“Consentire la modifica per visualizzare il file”
Una normale fattura non dovrebbe richiederti di disattivare protezioni o autorizzare l’esecuzione di contenuti particolari.
Quando succede, fermati.
Anche una PEC può essere pericolosa
Un altro errore comune è pensare:
È arrivata tramite PEC, quindi è sicura.
Non necessariamente.
La PEC certifica l’invio e la consegna del messaggio.
Non garantisce automaticamente che il contenuto o l’allegato siano innocui.
Una casella reale potrebbe essere stata compromessa e utilizzata per inviare file malevoli.
La provenienza apparentemente autorevole rende anzi il messaggio ancora più convincente.
Quindi anche davanti a una PEC valgono le stesse regole:
controllare il mittente, valutare il contesto e non aprire automaticamente gli allegati.
I segnali da controllare 🔎
Prima di aprire il file, fatti alcune domande.
Il documento era atteso?
Hai davvero effettuato quell’ordine o richiesto quel preventivo?
Il mittente è corretto?
Non guardare soltanto il nome visualizzato. Controlla l’indirizzo completo e il dominio.
Il messaggio è troppo generico?
Frasi come “In allegato quanto richiesto” possono essere inviate facilmente a migliaia di persone.
C’è una richiesta urgente?
Una fattura da pagare immediatamente o un ordine da confermare entro poche ore possono servire a farti agire senza riflettere.
Il formato è insolito?
Una fattura contenuta in un archivio protetto da password o in un file HTML merita particolare attenzione.
Un singolo elemento non dimostra necessariamente che sia una truffa.
Più anomalie insieme, però, devono farti rallentare.
Cosa fare prima di aprire l’allegato ✅
Se il messaggio ti sembra sospetto:
- verifica internamente se qualcuno conosce l’ordine o il fornitore;
- contatta il mittente usando un numero già conosciuto;
- non usare i recapiti presenti nella stessa email;
- non abilitare macro o contenuti attivi;
- segnala il messaggio al reparto IT, se lavori in azienda.
E soprattutto, non rispondere semplicemente:
“Questa fattura è davvero vostra?”
Se la casella è controllata dal truffatore, sarà lui a rassicurarti.
La verifica deve avvenire attraverso un canale diverso e affidabile.
Se hai già aperto il file
Prima cosa: non nascondere l’errore.
Se lavori in azienda, informa subito il reparto IT o chi gestisce la sicurezza.
Spiega:
- quale file hai aperto;
- quali pulsanti hai premuto;
- se hai abilitato contenuti;
- se hai inserito password;
- a che ora è successo.
Una segnalazione tempestiva può limitare il danno.
Aspettare per paura di fare una brutta figura, invece, può permettere al malware di agire indisturbato.
Il punto
Questa non è soltanto una truffa basata sulle fatture.
È una truffa costruita sulle nostre abitudini.
Sanno che un cliente merita una risposta.
Che una fattura deve essere controllata.
Che un ordine non può essere ignorato.
E sanno che, durante una giornata intensa, vogliamo chiudere velocemente le attività rimaste in sospeso.
Le email malevole più pericolose non sempre interrompono il nostro lavoro.
Si confondono con il nostro lavoro.
La prossima volta che ricevi un messaggio con scritto:
“Trova il documento in allegato”, prima di aprirlo chiediti:
quel documento ha davvero una ragione per essere nella mia casella di posta?
A volte bastano pochi secondi per evitare un problema molto più grande.
Ti è mai capitato di ricevere una fattura o un ordine sospetto?
Raccontalo nei commenti e condividi l’articolo: conoscere questi meccanismi è il primo modo per difendersi.
Fonte: CERT-AGID, “Sintesi riepilogativa delle campagne malevole nella settimana del 27 giugno – 3 luglio 2026”.

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