385,40 euro oppure 6,60 euro.

Quale delle due cifre potrebbe convincere più persone a pagare?

Il CERT-AGID ha individuato due campagne di smishing a tema INPS molto simili tra loro.

Stesso meccanismo.

Stesso obiettivo.

Ma importi diversi.

In una versione viene richiesto il pagamento di 385,40 euro.

Nell’altra appena 6,60 euro.

L’ipotesi è che i criminali stiano testando due varianti della stessa truffa per capire quale riesce a ottenere più risultati.

In altre parole, potrebbero fare A/B testing.

Che cos’è l’A/B testing?

L’A/B testing è un metodo usato soprattutto nel marketing digitale.

Si preparano due versioni dello stesso contenuto.

Per esempio:

  • due titoli diversi;
  • due immagini;
  • due pulsanti;
  • due prezzi.

La versione A viene mostrata a un gruppo di persone.

La versione B a un altro.

Poi si confrontano i risultati per capire quale genera più clic, acquisti o interazioni.

Il principio è semplice:

si prova una variante, poi un’altra, e si tiene quella che funziona meglio.

Lo stesso meccanismo può essere applicato anche a una frode.

Paura o leggerezza?

Una richiesta da 385,40 euro può creare paura.

Chi riceve il messaggio può pensare di avere un debito importante e sentire il bisogno di risolvere subito.

La richiesta da 6,60 euro sfrutta invece una leva diversa.

Può sembrare credibile.

Può apparire poco rischiosa.

Può spingere la vittima a pensare:

“Per così poco, pago e chiudo la questione.”

Ed è proprio questo il punto.

Una cifra molto bassa può ridurre il tempo dedicato ai controlli.

Il vero obiettivo potrebbe non essere il pagamento

La truffa non punta necessariamente soltanto a ottenere l’importo richiesto.

La pagina falsa può servire a raccogliere:

  • dati personali;
  • numero della carta;
  • data di scadenza;
  • codice di sicurezza;
  • numero di telefono.

I 6,60 euro potrebbero quindi essere soltanto un’esca.

Una richiesta abbastanza piccola da non sembrare pericolosa, ma sufficiente a convincere la persona a inserire i propri dati.

Le frodi vengono ottimizzate

Siamo abituati a immaginare le truffe online come messaggi inviati in massa e scritti in modo approssimativo.

Molte sono ancora così.

Ma alcune campagne sono più strutturate.

Possono cambiare la grafica.

Il testo.

L’importo.

La leva psicologica.

I criminali possono osservare quale versione genera più interazioni e adattare le campagne successive.

La frode, quindi, non viene soltanto creata.

Può essere testata e migliorata.

Proprio come una campagna pubblicitaria.

Il punto

Non tutte le truffe cercano di spaventarti.

Alcune cercano di sembrarti poco importanti.

Una cifra bassa può far abbassare le difese e rendere meno probabile una verifica.

Per questo, quando ricevi un SMS che parla di debiti, rimborsi o pagamenti, non utilizzare il link contenuto nel messaggio.

Apri direttamente il sito o l’app ufficiale.

E controlla da lì.

Tu quale delle due richieste avresti percepito come più credibile: 385,40 euro o 6,60 euro?

Raccontalo nei commenti: può essere utile per capire quali leve rendono ancora efficaci queste truffe.

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